Pazzoperilpianoforte ha scritto:Comunque una parentesi su Pavarotti: negli anni '70 è stato uno dei pochissimi tenori ad essere fenomenale nel protoromanticismo (Bellini e Donizetti)
Sai che di Bellini ho solo una Norma (indovina quale? ) e niente di Donizetti? In Lp li avevo (Sutherland/Pav/Bonynge) ma poi decisi che non facevano per me. In questo repertorio effettivamente Pavarotti va alla grande; chissa' che non mi torni la voglia...
I due brani che hai postato sono davvero favolosi; dai, suggeriscimi una "lista della spesa" sintetica di Bellini/Donizetti/Rossini, giusto i "dischi da non perdere". Suth. o Callas?
E che mi dite del Rigoletto? Forse è stata la prima opera a cui mi sono avvicinato e mi è sempre piaciuta moltissimo Mi pare non ne abbiamo mai parlato.
A Genova x anni abbiamo considerato questa di KubeliK come quella + interessante, ma sicuramente voi esperti mi darete il Vs parere. Quella Decca con Pavarotti è forse registrata meglio ma mi pare meno interessante seppure valida.
Il Rigoletto Sutherland-Pavarotti-Milnes della Decca e' stato il primo cofanetto che ho acquistato in Lp e per questo ci sono affezionato; infatti non l'ho rivenduta ma l'ho regalata a mia suocera.... Pavarotti e' ottimo. Di Rigoletto ne ho avute molte versioni in Lp, dal vivo e non, ma indovina quale ho in CD?
Secondo la critica, o almeno quella che ho letto, alla Callas il ruolo stava ormai stretto, Di Stefano era fuori parte e Gobbi era ormai stanco; ovviamente per me e' stupenda perche' questi "difetti" rendono l'interpretazione estremamente umana e coinvolgente.
Luca58 ha scritto:... I due brani che hai postato sono davvero favolosi; dai, suggeriscimi una "lista della spesa" sintetica di Bellini/Donizetti/Rossini, giusto i "dischi da non perdere". Suth. o Callas?
Bellini+Donizetti+Rossini .... ti scrivo una risposta che batte tutte le mie precedenti in lunghezza!!! Pensa a cosa rischi! Si tratta di tre tra i miei autori operistici preferiti, soprattutto Rossini e Bellini. Rossini è l'ultimo belcantista autentico, l'espressione si basa al novanta per cento sul virtuosismo vocale di tipo barocco, ma è innervato da un'altisonanza e una drammaticità ormai ottocenteschi. Bellini fu il suo pupillo a Parigi e, pur con una estetica che ormai non è più belcantista in senso stretto, dà grande rilievo al canto legato e di bravura, e crea queste melodie patetiche veramente - per me - soggioganti. Donizetti apre la strada invece a Verdi ed al romanticismo vero e proprio, in alcuni brani la valenza della pagina è più drammatica che strettamente musicale, ma anche lui ha come chiave espressiva il patetismo, come Bellini. Insomma, tre autori fantastici.
Comincio da Bellini, visto che ne abbiamo parlato per Pavarotti.
Per I Puritani, opera di mostruosa difficoltà tecnica per soprano e tenore, l'unica edizione ancor oggi consigliabile è quella che vi dicevo prima, Sutherland/Pavarotti. Il terzo atto di questa edizione è semplicemente una delle cose più belle che si possano trovare incise inerenti il protoromanticismo. Si tratta dell'ultima opera che scrisse Bellini prima della morte, per Parigi.
Si tratta di una remasterizzazione buona ma non eccelsa, realizzata da Decca nei primi anni del digitale: è scomparsa dal sito ufficiale Decca da qualche tempo, quindi c'è verso che a breve ne vedremo un remastering magari in versione economica. Fino ad opra era venduta a prezzo intero!!!!
Come cammeo, la scena della pazzia di Elvira della Sutherland (meravigliosa!):
Per Norma esistono due belle versioni, incentrate su le due cantanti che più di tutte hanno dato alla protagonista due volti diametralmente opposti, ma a suo modo singolari ed irripetibili, cioé la Sutherland e la Callas. La Callas è semplicemente insuperabile nelle scene drammatiche del'opera, facendo veramente rivivere quello stile "sublime tragico" che Bellini stesso ammirava nella Pasta, prima protagonista dell'opera. La Sutherland, al confronto, in queste scene è veramente non paragonabile, pur se decente, ma il suo punto di forza sono le arre liriche del ruolo con un Casta Diva cantato in tono, e dei duetti Norma-Adalgisa con la Horne che sono semplicemente uno dei vertici assoluti che le voci femminili hanno toccato nel secolo scorso, in senso espressivo e tecnico, valorizzando al massimo queste melodie a volte purissime e patetiche, a volte gioiose e infantili. Inutile dire che queste edizioni le ho entrambe!
Due cammei, In mia man alfin tu sei della Callas, e il secondo duetto Norma/Adalgia della coppia Sytherland/Horne:
Sempre tornando a ritroso nell'operismo belliniano c'è la bellissima Sonnambula. Qui si impone una unica registrazione per la qualità di tutto il cast ancora ineguagliata:
Registrazione dal vivo molto intelleggibile, direzione ottima di Bernstein, Valletti in molte scene al pari della Callas, Callas che qui scrive uno dei suo capolavori interpretativi e vocali assoluti.
In ultimo, un'altra bellissima opera belliniana, I Capuleti e i Montecchi. Opera giovanile però già bellissima, con il protagonista maschile (Romeo) personaggio en travesti affidato alla voce di mezzosoprano (come quasi sempre in epoca belcantista). Esiste una splendida edizione in disco, veramente da non perdere per chi voglia conoscere Bellini, anche perché molto emozionante e vibrante:
Come cammeo, la meravigliosa aria di sortita di Romeo:
Ti ringrazio; com'e' la Sonnambula di Votto (Callas) rispetto a quella di Bernstein?
Di Norma ho gia' la versione Callas/Filippeschi/Serafin, che preferii da ascolti comparati con l'altra sempre di Serafin; quela live diretta da Votto non la conosco.
Quanto ai remastering economici ho avuto diverse esperienze negative e se posso li evito.
La Callas è sempre su un livello strepitoso. Votto è un buon accompagnatore, la differenza a favore della registrazione che ti ho segnalato io la fa la direzione di Bernstein (che ad esempio stacca nell' Ah non credea mirarti ad esempio un tempo larghissimo che permette alla Callas una interpretazione a mio parere veramente impressionante) e Valletti, che nel secondo atto è veramente magnifico.
A mio parere l'edizione con Votto, pur molto buona, è su un livello complessivamente un pizzico inferiore....
In generale, tutte le volte che la DEcca ha remasterizzato per la serie economica edizioni già stampate molti anni prima in edizione costosa il risultato è sempre stato notevolmente superiore: è stato il caso dell'Aida con Karajan/Tebaldi, della Lucia di Lammermoor Sutherland/Pavarotti, con gli Sudi di Chopin di Ashkenazy..... insomma la Decca sui remastering da analogico in serie economica è sempre stata ottima. Stesso dicasi per la Emi degli ultimi anni, e buoni risultati anche quelli della DG.
Appena usciamo da queste tre etichette però hai ragione tu, si corre qualche rischio.
Io ho acquistato molti CD economici di DG/Philips/Decca di una serie che andava molto intorno al 2003/2004 e che non ricordo come si chiamasse; interpretazioni prestigiose di classica (I Musici, Szerying etc.) e di lirica (ho ad esempio il Barbiere cantato dai grandi) con una qualita' accettabile; successivamente alcune opere liriche sono state riproposte ad un prezzo ancora inferiore e la prima che ho acquistato gliel'ho riportata perche' era scandalosa. Credo fosse un'opera Decca diretta da Erede e cantata da Del Monaco.
Ma la Sonnambula di Votto e' live?
P.s. => la serie era la "Eloquence".
Ultima modifica di Luca58 il Lun Feb 07 2011, 13:50 - modificato 1 volta.
pluto ha scritto:azzzo e io che volevo una dritta sul Rigoletto
Io la mia te l'ho data...
Ho avuto altre versioni dirette da Questa (Taddei, Neri...), Gavazzeni (Bastianini, Kraus...), Bonynge (Milnes, Pavarotti, Sutherland...) e qualcun altra l'ho ascoltata; per me quella di Serafin e' la migliore, anche se forse mi ricompro quella di Bonynge per la qualita' di incisione.
A stare in questa sezione mi vengono troppe voglie...
E meno male che a Ema la lirica attizza poco, altrimenti bisognava raddoppiare la piattaforma Net x il forum
Ho anch'io quel Rigoletto Callas, Serafin e mi pare gli Highlights soltanto di Bonynge DEcca etc Non so, sono sempre stato affezionato a quello di Kubelik. Sono curioso di quello che dirà Vito
Sai cos'e'...Bergonzi canta da tenore ma deriva dal baritono e il suo timbro di voce non l'ho mai trovato adatto; inoltre e' vero che e' molto bravo ed e' stato giustamente lodato per la sua tecnica e professionalita', ma io lo trovo di un noioso...
@Luca. Esistono varie registrazioni Callas/Votto della Sonnambula. delle due più interessanti, la prima è in studio (monofonica) ed è etichettata EMI. La seconda - di cui molti dicono un gran bene - è invece live ed è etichettata Testament. Per quanto riguarda i re-mastering: credo che possa sempre capitare uno fatto poco bene, anche da parte delle case migliori. Però ecco con la Decca tra i dischi che ho comprato io non è mai capitato. Credo che tu abbia avuto molta sfortuna.
@Gian. Sul Rigoletto hai secondo me beccato da solo l'edizione in assoluto più bella di tutte. Se Luca non l'ha mai ascoltata la consiglio anche a lui. E' questa:
Edizione meravigliosa, sia per la direzione di Kubelik, che per la grande prova di Fischer-Dieskau (pur con qualche neo in una pronuncia un pò leziosa a tratti, da liederista). La Scotto è una delle pochissime Gilda non soprano di coloratura ma soprano lirico a cantare divinamente e con grande espressione. Corona il cast un vocalmente ottimo Bergonzi ed una splendida Cossotto. Non in tutti i repertori Bergonzi è emotivo, ma in Verdi è nel suo territorio d'elezione.
Da youtube vi posto il meraviglioso finale di questa splendida edizione:
Bella figlia dell'amore, Carlo Bergonzi, edizione suddetta:
Scena ed aria Cortigiani vil razza dannata, Fisher Dieskau/ Kubelik
Secondo duetto Gilda/Rigoletto:
Nessuna altra edizione in commercio è paragonabile a questa, di suono non travolgente ma buono (un pò opaco però). Le due edizioni con la ottima Sutherland come Gilda sono o soltanto buone (Decca 1961) o piuttosto deludenti (Decca 1972, con un Pavarotti molto corretto ed elegante ma piuttosto acerbo, ed un Milnes discreto ma molto inferiore a Fischer Dieskau. Ma soprattutto direzione di Bonynge qua e là francamente spaesata).
L'edizione consigliata da Luca è buona, ma credo che nel consiglio di Luca ci sia, non c'è niente di male in questo, il suo debole per i protaginisti, perché effettivamente tra tutte quelle registrate per la EMI dal duo Callas/Di Stefano è certo una tra quelle meno riuscite. La stessa Callas a confronto con l'agilità di grazia del ruolo di Gilda (la Callas emergeva invece nel virtuosismo di forza, cioé drammatico e a piena voce) e la tessitura acutissima è qui e lì molto a disagio: detto francamente, dal si naturale acuto in su, la Callas ha voce oggettivamente urlata ed oscillante. Inoltre una parte da "ingenua" come quella di Gilda non è che le calzasse proprio a pennello. La classe non è acqua, comunque, e ci sono dei suoi buoni momenti anche in questa registrazione. A mio parere il Gobbi ed il Di Stefano di questa registrazione sono messi veramente a dura prova dall'enorme difficoltà vocale dei loro ruoli. Io credo proprio che Verdi debba essere risolto oltre che per espressione anche in termini di canto ed eleganza evitando forzature e vociferazioni: col Rigoletto siamo veramente molto lontani esteticamente da Leoncavallo, Cilea, Mascagni, Puccini.
Luca se non hai mai ascoltato l'edizione di Kubelik, io proverei ad ascoltarla almeno una volta....
Mi sa che pure ce l'avevo... Ma e' passato molto tempo e stasera risentiro' volentieri in cuffia i link che hai postato; non ho preconcetti.
Quanto all'edizione Callas/Di Stefano, che io considero perfetta, avevo gia' anticipato che la critica l'aveva mezza "stroncata"
Davvero io quel mestiere non lo potrei fare.
A mia "discolpa", comunque, vorrei dire che altre opera interpretate da questo duo non le ho riacquistate, preferendo altri interpreti (es. il Trovatore); non si tratta quindi di passione tout court, ma di scelte per me motivate.
A proposito del Trovatore...li' si' che mi "bastonate"!
So che anche quella di Metha e' molto bella; io l'ho solo ascoltata "a pezzetti" e mi sembra molto simile alla mia, anche se, devo ammettere, Domingo canta in modo piu' raffinato di Del Monaco.
pluto ha scritto: E meno male che a Ema la lirica attizza poco, altrimenti bisognava raddoppiare la piattaforma Net x il forum
E' vero, non riesce a muovere alcuna corda del mio animo...ma ho sempre considerato questo un minus. Se cambiate avatar, minaccio di adeguarmi e rimettere Bach..
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"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola." Paolo Borsellino (19/1/40-19/7/92).
Mi spiace che Luca non abbia più il Gira, perchè ne avevo 2 copie viniliche e avrei potuto girargliene una. Sorry
A differenza di voi che probabilmente usate molto la testa etc, io sulla lirica ma anche su molto altro vado un pò naif, cioè metto su il disco e ascolto; se riesco ad andare avanti in apnea fino alla fine senza stancarmi, allora vuol dire che è roba x me, che mi appaga So che è un sistema idiota (un maestro di canto forse mi sputerebbe in faccia), ma è così. E questo Rigoletto è uno di quei dischi da apnea appunto secondo il mio modestissimo parere.
A differenza di voi che probabilmente usate molto la testa etc, io sulla lirica ma anche su molto altro vado un pò naif, cioè metto su il disco e ascolto; se riesco ad andare avanti in apnea fino alla fine senza stancarmi, allora vuol dire che è roba x me, che mi appaga So che è un sistema idiota (un maestro di canto forse mi sputerebbe in faccia), ma è così. E questo Rigoletto è uno di quei dischi da apnea appunto secondo il mio modestissimo parere.
Ho sempre sostenuto che la "classica" si può ascoltare di testa o di pancia (o entrambe). Entrambi sono metodi validi, assolutamente..
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"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola." Paolo Borsellino (19/1/40-19/7/92).
In teoria anch'io mi regolo d'emozione.... ma per me l'emozione è sentire, in opera, un cantante che canta coi centri ben impostati, che ha degli acuti emessi come Dio comanda, che riesce a mettere in rilievo il legato, a cantare leggero e sul fiato, ad essere vario di dinamica, colori, accento.
Se tutto questo non succede, l'emozione si spenge e penso: "quanto ti pagano bello mio per questa prestazione da dilettante?".
Ma è la stessa cosa nella musica strumentale: come si può parlare di bella esecuzione e di emozione se il violinista che sta eseguendo - che so - le Partite per violino solo di J.S. Bach qui e là forza, gratta, fa sentire suoni striduli e simili? Per forza di cose richiudi il disco e non lo apri più.
Poi certo non tutti quelli che suonano a regola d'arte sono emozionanti. Anche in opera, non tutti quelli che cantano da 10 e lode sono emozionanti. Ma se viene a mancare il rispetto del testo e la correttezza esecutiva a mio parere in opera come nella musica strumentale il cuore non palpita più, l'emozione si blocca e senti solo i difetti dell'esecutore....
Ritornando al Trovatore, la seconda edizione che ha i postato è in assoluto la più bella sul mercato:
Registrazione un pò distorta nei forti, ma l'ultimo remastering ha rimesso a posto per quanto possibile e ha ridotto la chiusura in gamma acuta che il vecchio remastering aveva nel quarto atto. Timbrica molto bella.
In alternativa a questa meraviglia, c'è una bellissima edizione in DVD (registrata dal vivo con buon suono), che è stata anche riversata in CD:
Vi troviamo un Domingo meno a punto e meno fresco che nell'edizione con Metha, una Cossotto un pò inferiore a sé stessa ma sempre ottima, un buonissimo Cappuccilli e una straordinaria Kabaivanska. Eccellente direzione di Karajan.
Sentite che meraviglioso sfoggio di ppp e pppp questa Kabaivanska, anche ad alta quota, con l'orchestra di Karajan che la sostiene in ppppp coi violini e con tutta l'orchestra. Una sorta di autentico poema cavalleresco. A parte invece vanno considerate le scene fruste, i costumi stereotipi ed insomma il Karajan regista in teatro ed in video
@Gian: si, effettivamente la Sutherland e la Horne negli anni '60/'70 erano veramente Kemp!!!!! Magnifiche!!!!
@Luca: se non ti piace il Rigoletto di Kubelik siamo veramente di gusti pressocché incompatibili . Pazienza!
pluto ha scritto: " Pavarotti la risolve eseguendola con un falsetto di buon corpo. Nota disomogenea rispetto al resto dell'esecuzione"
E' vero è completamente estranea a tutta l'aria - non conoscevo quest'opera. E dici che è tutta così difficile?
****
"Questa invece l'aria di sortita del tenore nella stessa opera, A te, o cara, con un famigerato do diesis4."
Questa invece mi sembra che l'avesse cantata molto bene
Tutte e due le arie sono difficilissime. La scelta del falsettone avrebbe avuto una unica alternativa: abbassare il fa (come faceva Kraus) e cantare una nota più bassa. Ma allora preferisco che il tenore mi faccia sentire cosa c'è scritto, almeno in disco. Non è che una nota diciamo così meno ortodossa inficia una prestazione, e l'operato di Pavarotti in quell'aria è, indipendentemente dal falsettone, magistrale.
Si, tutta l'opera è difficilissima per tenore e soprano. Nel duetto tenore/soprano del secondo atto il tenore canta all'unisono col soprano ma una terza sopra (!!!!!!) con un tessitura che diviene veramente acutissima e sfocia in due re naturali 4 conclusivi. Una sorta di parete verticale per tenori! Veramente alla portata di pochi. L'esecuzione di Pavarotti, anche in questo caso, è eccellente, straordinaria.
Fino al Verdi dei Vespri siciliani compresa, le opere liriche in stile italiano furono scritte sempre e comunque per i cantanti disponibili alla prima rappresentazione. Come dicevo sopra, il tenore Rubini per cui fu scritta questa parte era un tenore straordinario. Anche la parte di Elvino ne La Sonnambula fu scritta per lui, ed anche quella a tratti sarebbe terrificante. In quell'opera però esistono delle varianti basse di tradizione e/o studiate dallo stesso Bellini per non limitare la diffusione dell'opera, e sono quelle che normalmente si ascoltano, anche in edizioni molto pregiate.
Pensiamo anche alla parte di Norma, nell'opera omonima. L'aria Casta diva fu scritta in tonalità acutissima (sol). Siccome si rivelo troppo acuta per la prima Norma della storia e cioé Giuditta Pasta (più mezzosoprano acuto che soprano vero e proprio) bellini l'abbassò di un tono, e questa versione abbassata è finita in partitura e viene eseguita nelle comuni rappresentazioni.
Beverly Sills e Johan Sutherland ripristinarono la versione in sol che, per chi se la può permettere, è veramente magnifica per la luminosità della vocalizzazione del soprano e per la trasparenza dell'effetto sonoro complessivo.
Vi riporto le due Casta Diva, quella della Callas eseguita nella tonalità di tradizione e quella della Sutherland (1964) nella tonalità originaria.
ema49 ha scritto: Una domanda fuori tema per Vito. Che parere dà la Stassi su Leonhardt come interprete delle Variazioni?
Per J.S. non siamo mai fuori tema, Emanuele.
La Stassi non fa graduatorie. Si intuisce che pur apprezzando le registrazioni al piano preferisce il clavicembalo. E soprattutto considera fuori luogo l'egemonia gouldiana sulle Goldberg (ne ha ben motivo!).
Nel commento che fa all'interno del testo cita vari pianisti storici (Landowska, Arrau, Gould) ; tra i clavicembalisti di squola filologica cita Leonhardt e preferendo nettamente la terza edizione del '76. Tace sulla seconda registrazione e giudica la prima "per molti aspetti, anche tecnici, imperfetta". Cita anche Hantai nel testo. Nella discografia come edizioni rilevanti sono citati invece nell'ordine alfabetico, come clavicembalisti:
Occorre dire che la Schiassi si pone il fine di illustrare il testo, non si addentra troppo nell'anilisi delle incisioni. E probabilmente fa anche bene, viste le solo cento pagine e pocco più del libello.